Oggi è il compleanno di Federico Fellini.
Nato il 20 Gennaio del 1920 a Rimini, avrebbe compiuto 92 anni.
La stampa italiana però è troppo concentrata sull'inseguire i pettegolezzi riguardanti la tragedia della costa concordia.
Più redditizio stare dietro alle voci riguardo alla possibile amante del comandante della nave....
nemmeno due righe sui maggiori quotidiani nazionali...mentre google gli dedica il doodle di oggi.
"Guarda là!
Guarda questo dove ha lasciato mezzo babbà!!
Mezzo babbà lasciato sopra Platone.
Aaaah Platone mio, altri simposi i tuoi.
Altri ospiti.
Quelli si che erano intellettuali! mannagg'... "
Tutto questo c'è ancora, eppure in un certo senso non c'è più.
Oppure quello che c'è oggi, con i problemi e le brutture,
alla fine dei conti è proprio quella Napoli romantica che si rimpiange spesso?
Non saprei.
Proprio, non saprei.
Godetevi questa clip favolosa, secondo il mio modesto e parziale parere.
Antonio De Curtis in arte Totò, è una di quelle cose che non mancherà mai.
Perché è ancora.
Questo modo di dire non è mai stato così indicato come in questa circostanza.
Se n'è andato.
Ha deciso lui quando e ha deciso lui come.
Non è mancato, non si è "lasciato prendere".
Se n'è andato, lo ha deciso lui.
Fa impressione pensare ad un uomo di 95 anni, un artista, un uomo di 95 anni affermato che ha sicuramente vissuto un esistenza piena ed intensa, un uomo di 95 anni che ad un certo punto tronca la sua esistenza,lucidamente.
"Quando tocca a te, tocca a te" canta Ligabue.
Dal punto di vista mio e forse da quello delle due o tre persone che mi leggono, è difficile capire questo gesto.
Difficile capire dal basso delle nostre tenere età.
Come ci si relaziona ad una mente lucida ed attenta,
come quella di Monicelli che ha vissuto il mondo per 95 anni, 95 anni a cavallo tra due guerre mondiali ed in piena era post industriale?
95 anni vissuti in una fase particolare della storia umana.
Quasi un secolo, Vissuto.
Un secolo particolare che vede l'umanità progredire tecnologicamente come mai prima nella storia.
Come ti relazioni ad un Uomo di 95 anni che ha visto e vissuto sulla propria pelle tali stravolgimenti sociali e tecnologici?
E' difficilissimo.
Io non conoscevo Monicelli personalmente e non posso dire neanche di conoscerlo indirettamente se non attraverso alcuni dei suoi film più famosi.
Me lo voglio immaginare così; uno con le Palle.
Un uomo che prende in mano la sua vita e la sua morte.
Dopo una vita vissuta in tutte le sue sfaccettature, una lunga vita, a 95 anni decide di scavalcare il muro buonista del "finché c'è vita c'è speranza".
Decide di scavalcare il senso comune, attraverso il quale anch'io in un primo momento ho pensato "ma perché?".
Ho pensato in un primo momento, che sarebbe potuto andare in un clinica svizzera e fare le cose con più tranquillità e meno rumore.
Che magari si sarebbe potuto tranquillamente riprendere in qualche modo (era malato,è un fatto noto).
Ed invece no.
Così ragionano gli uomini piccoli piccoli o i non ancora uomini forse.
Un Uomo di 95 anni che ne ha viste parecchie, ad un certo punto ha deciso fregandosene del fragore dell'opinione pubblica, di chiudere quando ha voluto lui, come ha voluto lui e dove ha voluto lui.
Prima o poi,
tocca a tutti noi ma lui ha deciso, ha scelto l'attimo.
Ha preso in mano la sua esistenza.
Me lo voglio immaginare come un tipo che non andava in giro a fregiarsi dei suoi meriti (odiava essere chiamato maestro anche se lo era).
Non gli piacevano le autorità "forti", lui semplicemente faceva.
Faceva la sua parte, senza votarsi a miti o personaggi illustri, senza aver mai vissuto cercando idoli o mentori ai quali relazionarsi, imitandoli.
Non penso che mi mancherà Monicelli, perché tanto il Mario Monicelli che posso conoscere io è nei suoi film e quelli saranno sempre lì tutte le volte che vorrò guardarli.
Tanto, moltissimo, sconfinato rispetto per quest' Uomo.
EDIT Spinoza.it lo ricorda così: "Muore suicida Mario Monicelli. Il comitato pro-vita chiede di poter replicare."
Proprio così, ha zittito tutti.
Intervista a Mario Monicelli:
Luciano Ligabue - Quando tocca a te
Amici miei - il funerale del Perozzi (forse Monicelli, si sarebbe confessato così in punto di morte se fosse stato un credente, chi lo sa...)
"Deve esserci un accordo
se ci sta a cuore la salvezza del paese.
Salviamo 'sto paese? Eh?
C'è bisogno di un'intesa
vogliamo tutti insieme metterci
a pensare seriamente alla ripresa? Eh? economica? Sì?
Bisogna lavorare sul concreto
bisogna rimboccarsi le maniche per incrementare la produzione e assicurare uno stabile benessere sociale a tutti coloro
ai quali noi, per il momento
abbiamo chiesto sacrifici
vogliamo uscire a testa alta dalla crisi? Eh?
Salviamo 'sto paese? Sì?
Eliminiamo il disfattismo
con della gente che in questa confusione
sappia mettere un po' d'ordine, eh?
Pubblico. Sì?
Bisogna che lo stato sia più forte
organizzando anche un corpo adeguato e, se necessario, addestrato, non come proposta di violenza
ma per quel nobile realismo
la cui area si é allargata
non puoi negare a certe zone di sinistra, eh?
La buona volontà. Sì?
In questo clima di distensione
possiamo finalmente accordare la fiducia
a tutte le forze, eh? Democratiche. Sì?
Bisogna far proposte in positivo
senza calcare la mano sulle possibili carenze. Lasciamo perdere il pessimismo, l'insofferenza generale dei giovani, i posti di lavoro, l'instabilità, la gente che non ne può più, la rabbia, la droga, l'incazzatura, lo spappolamento, il bisogno di sovvertire, il rifiuto, la disperazione... Cerchiamo di essere realisti. Non lasciamoci trarre in inganno... dalla realtà!
Italia
depressa ma bella d'aspetto
è un bel paesotto che tenta di essere tutto
con dentro tanti modelli
che mischia, confonde, concilia
riesce a non essere niente
l'Italia
negli anni sessanta fioriva
la gente rideva e comprava la macchina nuova
ma proprio in questi momenti
si insinua uno strano rifiuto
e si contesta lo Stato
d'Italia
bisogna ridare all'Italia
la folle allegria del benessere sano di ieri
senza disordini né guerriglieri.
Salviamo 'sto paese
salviamo 'sto paese
per essere felici e spensierati come nel sessa… come nel sessa… come nel sessa… come nel sessantadue."
Quale altro sentimento si può provare se non amore, nei confronti di un capolavoro come l'oro di Napoli? Vi riporto l'episodio che vede protagonista l'immenso Eduardo de Filippo.
Il professore Don Ersilio (Eduardo de Filippo) vende saggezza. Per pochi spiccioli dà consigli risolutivi a fidanzati gelosi, militari stanchi e parrocchiani in cerca di una frase ad effetto. Ma il problema del quartiere è: come fermare lo spocchioso nobile del luogo? Un pernacchio risolverà il tutto.
L'oro di Napoli è un film ad episodi del 1954 diretto da Vittorio De Sica.
Il 4 Giugno 1994 Massimo Troisi diventava immortale. C'è poco da scrivere di lui. Non era grande, è grande.
Guardate e riguardate i suoi film; magari cominciate con le clip che vi posto se per vostra disgrazia, non avete mai visto un suo film :) .
« Comm'aggio accuminciato? Ecco... io ero 'nu guaglione... ero andato a vedere un grande film. Si trattava di Roma città aperta, chillo grande lavoro di Rossellini. Me n'ero uscito da o'cinema con tutte quelle immagini dint'a capa e tutte quante le emozioni dentro. Mi sono fermato 'nu mumento e m'aggio ditto... "Massimo, da grande tu devi fà 'o geometra".[1]»
Edit:
Aggiungo il primo dei quattro spezzoni di "Morto Troisi,Viva Troisi". Su youtube trovate le altre tre parti.
Donne, credetemi, io mi vergono di tutto ciò che vi sto per dire, ma è stata Venere a consigliarmi di non temere di farvi arrossire. Sia vostra cura conoscervi bene per valutare le situazioni e in base alla forma del vostro corpo sapere scegliere le posizioni. Tu che sei bella rimani supina perché il tuo viso lui possa ammirare ma se hai le spalle più belle del viso è chiaro che tu ti devi voltare.
Se c'è una ruga che segna il tuo ventre devi nasconderla con le tue arti e con sapiente premeditazione dall'altra parte tu devi mostrarti. Tu che hai gambe così agili e belle devi cercare di metterle in vista e sulle spalle del tuo compagno devi appoggiarle vicino alla testa. Tu che sei piccola sali a cavallo ma se sei alta non devi mai farlo difatti è noto che Ettore mai chiese ad Andromaca di cavalcarlo.
Se sai di avere bellissimi i fianchi resta in ginocchio sull'orlo del letto, stenditi invece un po' obliquamente se nei tuoi seni non c'è alcun difetto. Non ritenere sia sconveniente sciogliere tutti i tuoi biondi capelli tieni presente che sul fianco destro potrai passare i momenti più belli. Nemmeno i tripodi del grande Febo, neanche il famoso Cornigero Ammone vi san cantare come io faccio una così deliziosa canzone.
E' stata forse la lunga esperienza che mi ha aiutato a conoscere un'arte fatta di mille nascosti segreti, potete fidarvene, statene certe! Dovrai cercare che sia per entrambi contemporanea la conclusione e sussurrando parole d'amore sarà più dolce la situazione. Anche se sei per natura un po' fredda io ti consiglio di fingere un poco ma quando fingi non ti tradire e non scoprire le carte del gioco.
Donne credetemi, io mi vergogno, ci sono cose che non so svelare, ma voglio darvi ancora un consiglio, poi finalmente potrò terminare. Non spalancate mai le finestre l'ambiente deve restare un po' scuro, ci sono parti del vostro corpo che vanno in ombra, questo è sicuro. E se alla fine al vostro compagno volete chiedere un pegno d'amore, potete chiederlo ma a condizione che il dono sia di nessun valore.
E a questo punto, giovani amiche, termina il canto, termina l'estro, ma ricordatevi di dire sempre, che è stato Ovidio il vostro maestro.
Via Baol, pubblico un breve video in cui Randy Pausch, un professore statunitense di computer science, sapendo che non gli resta tantissimo da vivere decide di impiegare il suo tempo tenendo una sorta di discorso di fine anno (last lecture).
Tradizionalmente, a fine anno accademico, si tiene una last lecture. Lui utilizza questo momento accademico per fare delle straordinarie e semplici considerazioni sulla vita. Decide di non essere oggetto di compassione, perché gli resta poco da vivere. Decide di vivere a pieno il tempo che gli rimane, decide di lanciare un messaggio per chi verrà dopo di lui, di lasciare una sorta di eredità immateriale. Un messaggio di speranza per i molti che lo ascolteranno e che ne leggeranno la biografia, ma soprattutto un messaggio per i suoi tre figli piccoli.
Mi sono sorpreso di due cose guardando questo video. La prima è, che molte delle considerazioni del Prof. Pausche, sono venute anche a me spontaneamente prima di conoscerlo. La seconda è, che molte delle considerazioni del Prof. Pausche sono riuscito già a tradurle in fatti e che moltissimi dei suoi consigli, attendono di essere messi in pratica.
Grazie al Prof. Pausche per la sua eredità.
[AGGIORNAMENTO] ho deciso di aggiungere la versione integrale ed in alta risoluzione della last lecture. dura circa un ora e venti minuti.
Guardando il video che trovate quì in basso, mi è venuto in mente un pensiero. Quasi quasi li donerei 10 o 15 anni della mia vita a Rita Levi Montalcini.
Pensate un pò, se tutti noi potessimo regalare un giorno della nostra vita ad un personaggio così. Pensate a quanti giovani sprecano la loro vita quando potrebbero fare cose grandiose.
E' un pensiero strampalato, una considerazione che definire utopica è poco. Forse è proprio una cazzata quella che ho pensato. Ma non so...nella desolazione che vedo in torno, avere qualche altro decennio in vita, gente come Rita Levi Montalcini, saperla a lavoro con il suo garbo, i suoi modi d'altri tempi, ed il suo rigore scientifico, mi farebbe stare più sereno e terrebbe in me più viva la speranza per un futuro migliore. Speranza che in Italia si affievolisce pericolosamente ogni giorno di più.