Avete presente il film con Will Smith?
Film che a sua volta è un remake di un film del 1971 con Charlton Heston, che a sua volta è un remake di un altro film del 64, che a sua volta è la trasposizione cinematografica di un romanzo....che se per caso vi interessa trovate tutto sulla voce dedicata di Wikipedia.
Quello che vi propongo è un riadattamento fatto ad arte, ad opera dei Jackal.
Un video del 2008, ambientato nella Napoli soffocata dalla ennesima emergenza rifiuti.
"Guarda là!
Guarda questo dove ha lasciato mezzo babbà!!
Mezzo babbà lasciato sopra Platone.
Aaaah Platone mio, altri simposi i tuoi.
Altri ospiti.
Quelli si che erano intellettuali! mannagg'... "
Questo modo di dire non è mai stato così indicato come in questa circostanza.
Se n'è andato.
Ha deciso lui quando e ha deciso lui come.
Non è mancato, non si è "lasciato prendere".
Se n'è andato, lo ha deciso lui.
Fa impressione pensare ad un uomo di 95 anni, un artista, un uomo di 95 anni affermato che ha sicuramente vissuto un esistenza piena ed intensa, un uomo di 95 anni che ad un certo punto tronca la sua esistenza,lucidamente.
"Quando tocca a te, tocca a te" canta Ligabue.
Dal punto di vista mio e forse da quello delle due o tre persone che mi leggono, è difficile capire questo gesto.
Difficile capire dal basso delle nostre tenere età.
Come ci si relaziona ad una mente lucida ed attenta,
come quella di Monicelli che ha vissuto il mondo per 95 anni, 95 anni a cavallo tra due guerre mondiali ed in piena era post industriale?
95 anni vissuti in una fase particolare della storia umana.
Quasi un secolo, Vissuto.
Un secolo particolare che vede l'umanità progredire tecnologicamente come mai prima nella storia.
Come ti relazioni ad un Uomo di 95 anni che ha visto e vissuto sulla propria pelle tali stravolgimenti sociali e tecnologici?
E' difficilissimo.
Io non conoscevo Monicelli personalmente e non posso dire neanche di conoscerlo indirettamente se non attraverso alcuni dei suoi film più famosi.
Me lo voglio immaginare così; uno con le Palle.
Un uomo che prende in mano la sua vita e la sua morte.
Dopo una vita vissuta in tutte le sue sfaccettature, una lunga vita, a 95 anni decide di scavalcare il muro buonista del "finché c'è vita c'è speranza".
Decide di scavalcare il senso comune, attraverso il quale anch'io in un primo momento ho pensato "ma perché?".
Ho pensato in un primo momento, che sarebbe potuto andare in un clinica svizzera e fare le cose con più tranquillità e meno rumore.
Che magari si sarebbe potuto tranquillamente riprendere in qualche modo (era malato,è un fatto noto).
Ed invece no.
Così ragionano gli uomini piccoli piccoli o i non ancora uomini forse.
Un Uomo di 95 anni che ne ha viste parecchie, ad un certo punto ha deciso fregandosene del fragore dell'opinione pubblica, di chiudere quando ha voluto lui, come ha voluto lui e dove ha voluto lui.
Prima o poi,
tocca a tutti noi ma lui ha deciso, ha scelto l'attimo.
Ha preso in mano la sua esistenza.
Me lo voglio immaginare come un tipo che non andava in giro a fregiarsi dei suoi meriti (odiava essere chiamato maestro anche se lo era).
Non gli piacevano le autorità "forti", lui semplicemente faceva.
Faceva la sua parte, senza votarsi a miti o personaggi illustri, senza aver mai vissuto cercando idoli o mentori ai quali relazionarsi, imitandoli.
Non penso che mi mancherà Monicelli, perché tanto il Mario Monicelli che posso conoscere io è nei suoi film e quelli saranno sempre lì tutte le volte che vorrò guardarli.
Tanto, moltissimo, sconfinato rispetto per quest' Uomo.
EDIT Spinoza.it lo ricorda così: "Muore suicida Mario Monicelli. Il comitato pro-vita chiede di poter replicare."
Proprio così, ha zittito tutti.
Intervista a Mario Monicelli:
Luciano Ligabue - Quando tocca a te
Amici miei - il funerale del Perozzi (forse Monicelli, si sarebbe confessato così in punto di morte se fosse stato un credente, chi lo sa...)
Interessante e curioso video che confronta il modo in cui prendiamo decisioni in ambito finanziario, e come queste decisioni vengono prese da alcune scimmiette usate come cavie.
Un modo molto originale per muovere critiche alla scienza economica ufficiale.
Inseguendo il proposito di leggere di più, approfittando di qualche decina di € dispari presente sulla mia vecchia postepay, mi sono messo alla ricerca di un paio di libri(fra la miriade che ho in coda).
Ovviamente, troppo facile sarebbe stato trovare subito quello che cercavo.
Infatti, uno di quelli che più mi interessava, Ireland a Novel di Frank Delaney non mi è stato possibile reperirlo nelle librerie comuni e ne tanto meno in Italiano.
Di solito, in virtù del fatto che trovo tutto quello che mi serve a portata di mano,non mi avvalgo dei servigi di siti di e-commerce.
Questa volta ho dovuto, e devo dire che mi si è aperto un mondo.
Ireland a Novel è il primo che ho comprato.
Un libro usato, in Inglese, preso su play.com, un sito di e-commerce non specializzato in libri per la verità in quanto ci trovate musica e molto altro ancora.
Per la modica cifra di 3,31€ con incluse le spese di spedizione, ho ricevuto a casa in busta antiurto(con le palline d'aria) un libro usato di biblioteca(profuma di scaffale vecchio) con tanto di etichette ancora attaccate ed in condizioni ottime.
Ho comprato anche altre cose dallo stesso seller(bookplay che vanta un elevatissimo numero di feedback positivi dagli utenti), oggi mi è arrivato Sherlock Holmes e sto aspettando The Mists of Avalon(che però ho acquistato da un altro seller).
Provate per credere, per quel che mi riguarda mi si è aperto un mondo.
Buona lettura :)
p.s. unico "limite" ci trovate solo libri in Inglese, per me non lo è, anzi è uno stimolo a migliorare.
Quale altro sentimento si può provare se non amore, nei confronti di un capolavoro come l'oro di Napoli? Vi riporto l'episodio che vede protagonista l'immenso Eduardo de Filippo.
Il professore Don Ersilio (Eduardo de Filippo) vende saggezza. Per pochi spiccioli dà consigli risolutivi a fidanzati gelosi, militari stanchi e parrocchiani in cerca di una frase ad effetto. Ma il problema del quartiere è: come fermare lo spocchioso nobile del luogo? Un pernacchio risolverà il tutto.
L'oro di Napoli è un film ad episodi del 1954 diretto da Vittorio De Sica.
Il 4 Giugno 1994 Massimo Troisi diventava immortale. C'è poco da scrivere di lui. Non era grande, è grande.
Guardate e riguardate i suoi film; magari cominciate con le clip che vi posto se per vostra disgrazia, non avete mai visto un suo film :) .
« Comm'aggio accuminciato? Ecco... io ero 'nu guaglione... ero andato a vedere un grande film. Si trattava di Roma città aperta, chillo grande lavoro di Rossellini. Me n'ero uscito da o'cinema con tutte quelle immagini dint'a capa e tutte quante le emozioni dentro. Mi sono fermato 'nu mumento e m'aggio ditto... "Massimo, da grande tu devi fà 'o geometra".[1]»
Edit:
Aggiungo il primo dei quattro spezzoni di "Morto Troisi,Viva Troisi". Su youtube trovate le altre tre parti.
Un giorno credi che sia tutto così come lo vedi e non ti chiedi niente la superficie è sufficiente Il cielo è il cielo finisce dove vola l'aeroplano, un fiore è un fiore sta dentro una mano un sorriso è un sorriso, l'inferno e il paradiso una parola è una parola che indica una cosa un sasso è solo un sasso, una rosa è una rosa un giorno poi ti accorgi che un sorriso può nascondere minaccia e tradimento e il suo migliore amico diventa il tuo nemico ed in un momento il volo di una farfalla (CHE BELLAAA!) è anche l'annucio che tra poco lei morirà e che grattando la superficie di una verità c'è sempre sotto un'altra verità dietro il colore con un altro disegno e che ogni regno si difende sempre da un altro regno e che l'amore, ah l'amore come in gelateria ha mille gusti e mille differenti qualità e che non c'entra niente con quello che ti avevano raccontato qua e là Un giorno credi e un giorno non credi più e quasi niente e come lo pensavi tu e con in mano il telecomando cambi canale ti sembra che il programma è sempre uguale la stessa mano che accarezza l'animale poi lo punisce tutto quello che comincia dopo finisce IO LO SAPEVO MA NON SAPEVO DI SAPERLO ... Io lo sapevo ammesso e non concesso che io voglia ricordare Un giorno credi che tutto sia così come lo vedi un giorno sei bambino davanti al tuo disegno e la parola di un adulto può bastare a fare a pezzi il tuo ingegno la tua capacità di raccontare, ti ritrovi a trent'anni imbarazzato a dire: io non so disegnare, io non so cantare, io non so ballare solo perchè hai paura che tutti siano lì per giudicare e una stretta di mano può essere una ghigliottina e c'è un punto in cui ogni pianura diventa collina una collina una momtagna, una montagna una cima ma per paura di arrivarci ti fermi prima Un giorno credi che sei quello che sei in quel momento immobile come un monumento e intanto è in atto un altro cambiamento che ti sorprende come la primavera fa col pesco, fa freddo ma dici esco e ogni stagione è l'annucio che poi cambia stagione e poi che cos'è che fa morir di vita le persone tutti i dubbi del mondo si sciolgono se arriva l'emozione la stessa mano che accarezza l'animale gli da la punizione IO LO SAPEVO MA NON SAPEVO DI SAPERLO ... Io lo sapevo che il mondo è bello come il corpo di una donna amata che un bacio può tradire che gli animali sanno sempre cosa fare che c'è un bambino che c'ha ancora voglia di giocare che non si puo' sfuggire dal dolore che le promesse in amore sono come il vento che è sempre tutto quanto in movimento che nell'infinito ogni punto è il centro io lo sapevo che un minuto di vita vera vale come la vita intera che nel ricordo è gradita anche la tortura che il coraggio è un'evoluzione della paura che ci sono pensieri che avvelenano il cervello che nonostante tutto (CHE BELLOOO!)~ IO LO SAPEVO MA NON SAPEVO DI SAPERLO ...
Oggi nel primo pomeriggio, sono andato a fare visita, ad una mia amica da poco diventata mamma. Lei e suo marito sono due cari amici ai quali ho avuto il piacere di fare da autista il giorno del loro matrimonio.
Ospedale della Santissima Annunziata, nel centro storico di Napoli. Un luogo con una storia un pò triste, nel quale prima venivano abbandonati i bambini che nessuno voleva.
Oggi è un ospedale con un reparto di ostetricia e ginecologia molto curato. Io, da bravo casinista, arrivo al limite dell'orario visite e la guardia mi fa accomodare fuori. Non demordo ed approfittando di un amica che nel frattempo è sopraggiunta con sua madre, mi infilo.
Restando fuori dalla stanza; Per rispettare la privacy delle altre neo mamme, mi esilio in corridoio. La mia amica non era in camera e così c'era da aspettare un pò.
Dal mio autoesilio in corridoio noto una cosa. In stanza ci sono tre neo mamme, tre estranee l'una per l'altra, più la mia amica e sua madre che pure sono estranee. Una frazione di secondo e cominciano a parlare un linguaggio di donne, fatto di un intesa istantanea. Si parlano, si dicono cose, cose che nella semantica sono a me comprensibili ma che nel contempo sono un linguaggio a me sconosciuto. In quella situazione, essere un uomo ti pone ai margini di tutto.
Le vedi, da una posizione defilata, l'unica che ti spetta in quel frangente. Parlano, anche senza parlare. Esistono in una zona franca in cui non c'è distinzione di reddito, colore della pelle, livello d'istruzione. Parlano di cose di donne, chiedono, si raccontano, si fanno i complimenti per i rispettivi bambini appena nati, si scambiano esperienze; e tu uomo, stai ai margini.
Eppure dalla mia posizione defilata, ho visto e sentito. Ho capito, quello che ho potuto.
Auguri al piccolino. Che da grande, possa diventare come lo zio. :P
p.s. con una punta di ironia ma anche con un pò di orgoglio maschilista, rilevo però, che in una stanza con 4 neo mamme, il mio nipotino è stato l'unico maschio ;). da subito circondato da donne e seppur in inferiorità numerica, già pronto a lottare per la nostra "fazione" 8)
Donne, credetemi, io mi vergono di tutto ciò che vi sto per dire, ma è stata Venere a consigliarmi di non temere di farvi arrossire. Sia vostra cura conoscervi bene per valutare le situazioni e in base alla forma del vostro corpo sapere scegliere le posizioni. Tu che sei bella rimani supina perché il tuo viso lui possa ammirare ma se hai le spalle più belle del viso è chiaro che tu ti devi voltare.
Se c'è una ruga che segna il tuo ventre devi nasconderla con le tue arti e con sapiente premeditazione dall'altra parte tu devi mostrarti. Tu che hai gambe così agili e belle devi cercare di metterle in vista e sulle spalle del tuo compagno devi appoggiarle vicino alla testa. Tu che sei piccola sali a cavallo ma se sei alta non devi mai farlo difatti è noto che Ettore mai chiese ad Andromaca di cavalcarlo.
Se sai di avere bellissimi i fianchi resta in ginocchio sull'orlo del letto, stenditi invece un po' obliquamente se nei tuoi seni non c'è alcun difetto. Non ritenere sia sconveniente sciogliere tutti i tuoi biondi capelli tieni presente che sul fianco destro potrai passare i momenti più belli. Nemmeno i tripodi del grande Febo, neanche il famoso Cornigero Ammone vi san cantare come io faccio una così deliziosa canzone.
E' stata forse la lunga esperienza che mi ha aiutato a conoscere un'arte fatta di mille nascosti segreti, potete fidarvene, statene certe! Dovrai cercare che sia per entrambi contemporanea la conclusione e sussurrando parole d'amore sarà più dolce la situazione. Anche se sei per natura un po' fredda io ti consiglio di fingere un poco ma quando fingi non ti tradire e non scoprire le carte del gioco.
Donne credetemi, io mi vergogno, ci sono cose che non so svelare, ma voglio darvi ancora un consiglio, poi finalmente potrò terminare. Non spalancate mai le finestre l'ambiente deve restare un po' scuro, ci sono parti del vostro corpo che vanno in ombra, questo è sicuro. E se alla fine al vostro compagno volete chiedere un pegno d'amore, potete chiederlo ma a condizione che il dono sia di nessun valore.
E a questo punto, giovani amiche, termina il canto, termina l'estro, ma ricordatevi di dire sempre, che è stato Ovidio il vostro maestro.
Via Baol, pubblico un breve video in cui Randy Pausch, un professore statunitense di computer science, sapendo che non gli resta tantissimo da vivere decide di impiegare il suo tempo tenendo una sorta di discorso di fine anno (last lecture).
Tradizionalmente, a fine anno accademico, si tiene una last lecture. Lui utilizza questo momento accademico per fare delle straordinarie e semplici considerazioni sulla vita. Decide di non essere oggetto di compassione, perché gli resta poco da vivere. Decide di vivere a pieno il tempo che gli rimane, decide di lanciare un messaggio per chi verrà dopo di lui, di lasciare una sorta di eredità immateriale. Un messaggio di speranza per i molti che lo ascolteranno e che ne leggeranno la biografia, ma soprattutto un messaggio per i suoi tre figli piccoli.
Mi sono sorpreso di due cose guardando questo video. La prima è, che molte delle considerazioni del Prof. Pausche, sono venute anche a me spontaneamente prima di conoscerlo. La seconda è, che molte delle considerazioni del Prof. Pausche sono riuscito già a tradurle in fatti e che moltissimi dei suoi consigli, attendono di essere messi in pratica.
Grazie al Prof. Pausche per la sua eredità.
[AGGIORNAMENTO] ho deciso di aggiungere la versione integrale ed in alta risoluzione della last lecture. dura circa un ora e venti minuti.
Guardando il video che trovate quì in basso, mi è venuto in mente un pensiero. Quasi quasi li donerei 10 o 15 anni della mia vita a Rita Levi Montalcini.
Pensate un pò, se tutti noi potessimo regalare un giorno della nostra vita ad un personaggio così. Pensate a quanti giovani sprecano la loro vita quando potrebbero fare cose grandiose.
E' un pensiero strampalato, una considerazione che definire utopica è poco. Forse è proprio una cazzata quella che ho pensato. Ma non so...nella desolazione che vedo in torno, avere qualche altro decennio in vita, gente come Rita Levi Montalcini, saperla a lavoro con il suo garbo, i suoi modi d'altri tempi, ed il suo rigore scientifico, mi farebbe stare più sereno e terrebbe in me più viva la speranza per un futuro migliore. Speranza che in Italia si affievolisce pericolosamente ogni giorno di più.
"Il dualismo è una concezione filosofica o teologica che vede la presenza di due essenze o principi opposti ed inconciliabili; è quindi una concezione contrapposta a quella del monismo."
Bianco e nero. Luce ed ombra. Velocità e lentezza. Intelligente e stupido. Simpatico ed antipatico. Mio nonno e mia nonna.
Mio nonno, siccome non ha nulla da fare essendo in pensione da 30 anni, vorrebbe stare a tavola tutto il tempo che gli pare, senza fretta, bevedosi il suo bel bicchiere.....i suoi bei bicchieri di vino rosso, mangiare un pò di frutta, pasteggiare, prendere caffè ecc. ecc. ecc. come da tradizione terrona.
Mia nonna, anche se non ha nulla da fare e nessuna fretta come mio nonno, gli deve sparecchiare la tavola appena finito di mangiare, provocando l'insofferenza del marito che se la deve tenere e deve pure stare zitto.
Siparietto sempre divertente da vedere, oggi poi il tecoter (decoder detto alla maniera di mio nonno) ha fatto le bizze e non si vedeva "forumm" il di loro programma preferito. Ciò ha portato la tensione a livelli elevatissimi.
Tutto risolto con una separazione consensuale in casa. Nonna che si sparecchia in fretta la tavola pur non avendo fretta, Nonno che pasteggia, si beve un altro bicchiere di vino e si mangia due fave con la pancetta come ogni anno di questa stagione, nell'altra stanza.
"E dincell' 'a nonna toja, ca i' cà aggia stà n'ati doje ore!!!". (di a tua nonna che devo stare la seduto a mangiare e bere per altre due ore)
Dopo le smorfie di rito che mia nonna fa a mio nonno che si auto bandisce dalla cucina, qualche scimmiottamento ulteriore accompagnato da immancabili critiche e somiglianze caratteriali rilevate con la buonanima di sua madre "è tale qual' a mamm' nun s' putev suppurtà" da parte di mia nonna, il domandone quotidiano rivolto a me.
"Bell' e nonn', ma quann' t' spus'?" (Bello di nonna quando ti sposi?).
alla luce di tutto questo cosa avreste risposto? bravi! anch'io lo stesso. :D
Un video straordinario, che descrive una Napoli che per certi versi c'è ancora ma che allo stesso tempo non c'è più. Un pezzo bellissimo del grande maestro Sergio Bruni, con introduzione di Eduardo De Filippo.
1 per il sesso 2 per la cicogna 3 per il ruscello 4 per la fogna io sono l'MC il cerimoniere sono la metresse sono il pasticcere giova a me jova a te jova a tutti quelli che ci vogliono stare dentro alla periferia di nessun centro sono a metà strada nella selva oscura 1 per la tecnica, 2 per la natura cerco il mio virgilio morto di overdose cerco la beatrice ma oggi ha le sue cose cica cica bum ho una cicatrice sembra un tatuaggio sai che cosa dice fin qui tutto bene quindi procediamo 1 per il pesce, 2 per l'amo sono il pescatore a mia volta pescato sono il peccatore e sono il peccato chi inventò il dubbio che gli spaccò il culo si sta così bene quando si é al sicuro faccia sotto al sole verità in tasca come un pesce d'allevamento dentro una vasca crescere é un problema disse il bonsai il baobab rispose accontentati di quello che hai chissà perché rispose il piccoletto sono sempre i grandi a fare il pistolotto uno per il baobab due per il bonsai tre per chi sempre quattro per chi mai jova a me jova a te giova a tutti quelli che ci voglion stare dentro cica cica bum altra cicatrice sembra un tatuaggio sai che cosa dice fin qui tutto bene quindi andiamo avanti uno per chi pochi due per chi tanti date al diavolo un bimbo per cena uno due tre ragazzini date al diavolo un bimbo per cena dieci cento mille bambini luce stroboscopica lampada di wood verbi irregolari understand understood danze figurate marce militari uno per la polvere due per gli altari io sono una piazza io sono una strada io sono il cavallo io sono la biada io sono nessuno tranne per qualcuno e traun pasto e l'altro, per protesta digiuno onda dopo onda cambio il mio contorno io sono la pizza io sono il forno troppa pastasciutta mi può strangolare troppa informazione mi fa sragionare troppa libertà mi ha fatto inceppare troppa verità mi ha fatto impazzire io sono clark kent, sono superman ho i superpoteri quanto parte la jam il mondo é la mia casa il cielo é il mio tetto ho perso le chiavi sto qui fuori e aspetto guardo dentro al buco pezzi di nirvana fuggo da un eterno finesettimana uno per lo yoga due per la scintilla tre per l'antibiotico quattro per la villa giova a me jova a te giova a tutti quelli che credo in un solo dio madre onnipotente creatore di chi crede e di chi non é credente uno per l'oriente due per l'occidente tre per il messaggio quattro per il mittente niente più carezze disse il bagnasciuga grattami la schiena disse la tartaruga ho il mio cucchiaino io per travasare il mare fin qui tutto bene posso continuare ho una cicatrice sembra un tatuaggio sai che cosa dice avanti coraggio!!!! jova a me jova a te alla periferia del centro commerciale alla periferia della periferia del mondo occidentale alla periferia del genere musicale alla periferia del circolo polare artico alla periferia del mondo celtico dell'equatore del meridiano zero alla periferia del planisfero alla periferia delle autostrade delle foreste delle contrade alla periferia della sinistra e della destra alla periferia del davanzale della mia finestra alla periferia degli stati delle nazioni al centro delle sensazioni e delle emozioni alla periferia del vento alla periferia dell'uomo del momento alla periferia dell'intervento alla periferia della contemplazione al centro della sensazione dell'emozione datemi un catalogo di tutto ciò che esiste le cose viste e quelle non viste il ritmo é politico convoglia i movimenti pensieri di sostegno sennò digrigno i denti io sono pinocchio mi si allunga il naso sono come un'anatra nuoto dentro al caso e prego non perché dio esiste ma perché dio esista se non vedi l'ora vai dall'oculista il mondo sta cambiando in questo non é mai cambiato guardami un secondo sono già invecchiato plastica facciale assicurazione 1 per il cuore 2 per la ragione sole e luna bionda e bruna fila di cammelli davanti alla cruna tutti in paradiso chi bene chi male solo certi ricchi in paradiso fiscale cica cica bum ho una cicatrice sembra un tatuaggio sai che cosa dice il mondo é una domanda aspetta una risposta ogni luogo é un divieto di sosta l'equibrio statico é un calcolo dinamico eccoti un coltello cazzo non ha il manico quindi stai attento che puoi farti male ho una conoscenza dimmi quanto vale sono un chacchierone santa inquisizione giudicami eretico mettimi in prigione martiri del rap vivi per miracolo come un cavallo io salto l'ostacolo fino a che l'ostacolo é più alto di me in questo caso incolperò te seni in silicone maschere di fango fa una grande ombra l'albero di mango sono omologato son colonizzato ma se ti avvicini puoi sentire il mio fiato tutta roba vera pane e companatico sono calamita zero elettrostatico c'era sergent pepper io stavo nascendo un capolavoro sai che cosa intendo un giorno nella rete io c'ho incontarto un pesce subito mi ha detto tu sai come s'esce gli ho risposto no forse lo sai tu e ci siamo messi a guardare la TV chi conosce il mare lo sa rispettare molti marinai non sanno nuotare chi conosce il ritmo sa che il tempo vola va più veloce di una bollicina nella coca cola se io fossi eletto già nel primo mese fonderei il ministero delle sorprese tutte positive naturalmente é il tuo compleanno improvvisamente son l'ambasciatore di un posto migliore sono il diplomatico del rumore ministro delle poste e comunciazioni buono tra i cattivi cattivo tra i buoni ho una cicatrice resta sempre aperta come la legge di domanda e d'offerta dici tutto bene non ti preoccupare ma ti vedo strana e non so che fare 1 per il letto due per il calore 3 per la forchetta 4 per l'amore sono fatte di lacrime l'entrata e l'uscita sono innamorato questa si che é vita sentirò sto pezzo nel 2039 settantatre anni sarò chissà dove mi prenderò a schiaffi se non sarò vivo 1 per chi ascolta 2 per chi scrivo hai sentito un chack pronti tutti in scena colazione e pranzo pomeriggio e cena il senso della vita forse so qual'é ora non ricordo ma io so che c'è sta da qualche parte forse sotto a un sasso anzi se lo trovi passalo qui in basso 1 per il ritmo 2 per la parola 3 per la strada 4 per la scuola 5 per chi insegna 6 per chi impara 7 per chi gioca 8 per chi bara sono a metà strada nella selva oscura uno per la tecnica due per la natura date al diavolo un bimbo per cena la parola fiore non ha nessun odore la parola ritmo non ti fa ballare vivere la vita fino ad ubriacarsi essere presenti fino ad annullarsi la parola magica é sempre la stessa sim sala bim cara principessa sono un italiano buongiorno buonasera giro per il mondo esporto primavera 1 per l'inizio due per la fine 4 per il vento che passa sul confine stemmi di famiglia impronte digitali mappe del genoma feste parrocchiali lame di machete code di comete cibo per chi ha fame acqua per chi ha sete amico per denaro denaro per amico giacche da un milione foglie di fico guarda l'orizzonte sembra verticale guarda la mia faccia sembra carnevale sovrannaturale piatto regionale 1 per la pasqua 2 per il natale calorie in eccesso beta carotene lecca quel gelato tra un secondo viene quanta vita elettrica passa in questi cavi partono per marte le nostre astronavi si mangia e poi si vomita nelle ville patrizie chissà che vita c'è fuori dalle notizie hanno ucciso il re regna la sua corte 1 per il calcolo 2 per la sorte porte sbarrate sacchi di sabbia ci sta una tigre che é scappata dalla gabbia tutto prevedibile anche l'incertezza 1 per il pugno 2 per la carezza hote motel holiday inn c'é molta violenza chiusa dentro ai cuori quasi come quella che ci sta di fuori l'esagramma quattro muta in ventisei io sono la musica io sono il deejay in fondo alla notte ci sta la mattina arriva fino al mare l'acqua della piscina io sono la forma sono il contenuto io sono la bocca io sono lo sputo io sono il vinile sono la puntina io sono la presa e sono la spina fontana di dolore albergo d'ira (petrarca) scuola d'errori senti come gira sopra questo ritmo mi ci spaparanzo sono una scintilla sopra al fuoco danzo sono peter parker sono spider man volo tra i palazzi quando parte la jam sono costantino di secondo nome 1 per il cosa 2 per il come abito in collina sulla sugarhill vendono i miei dischi anche all'autogrill chica cica bum ho una cicatrice sembra un tatuaggio sai che cosa dice oggi tutto quadra apri quella porta c'è una ciliegina sopra la mia torta dioniso ed apollo sono i miei cugini pippo ed eta beta sono miei padrini 1 per la fama 2 per la classifica 3 per la famiglia 4 per la critica e chi pensa a me dai ci penso io date al diavolo un figlio di dio io sono le ossa io sono la pelle e torno fuori a riveder le stelle io sono un etrusco sono americano vado verso ovest con il cuore in mano il limbo é una danza é un luogo d'innocenti é il fondale per fotografare le cantanti mi batte il cuore forte forte forte esplode in me la vita spalanca le sue porte cica cica bum ho una cicatrice sembra un tatuaggio sai che cosa dice hai avuto culo in quell'incidente ma non é detto che ti vada bene sempre uno per il suono due per il vinile 3 per l'invenzione 4 per lo stile guarda l'orizzonte disse il capo indiano questo é il mio palazzo disse il sultano io sono la zingara leggo la tua mano o mio cavaliere portami lontano cuore della tenebra mostrami l'orrore cuore della luce mostrami l'amore cuore del cocomero mostrami il sapore cuore del computer mostrami il mio cuore (dovere) erra sia chi sbaglia che chi é vagabondo ma se io non erro non so com'é il mondo se ci fossi il modo pagherei un milione per ogni volta che mi eviti una dicisione in meditazione medito la fuga tanto prima o poi vince la tartaruga per guardarsi dentro servono le tac donale dei fiori ma che siano di bach io sono shumaker dentro l'abitacolo dammi un pò di ritmo che ti do spettacolo il mondo é una jungla io sono il dottor livingston il mondo é un computer io sono negroponte se il mondo é da ballare io sono fred astaire e io sono keith jarret se il mondo é un pianoforte mi sono innamorato della vita guardandola attraverso gli occhi dell'amore mio così rotonda e così misteriosa leggera profonda bellissima e paurosa per niente pittoresca ne rassicurante 1 per l'orecchio 2 per il cantante io sono una foglia attaccata a un ramo prima di cadere ti dirò ti amo di me medesimo meco mi vergogno e del mio vaneggiar vergogna é il frutto e el pentersi el conoscer chiaramente che quanto piace al mondo é breve sogno