Orgoglio Partenopeo

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domenica 29 gennaio 2012

Totò su scalfaro - il caso del prendisole

Considerazioni di Totò sul "caso del prendisole".
Di persone geniali come Il Principe, si sente sempre una grande mancanza.

fonte:
http://www.antoniodecurtis.com/totoscalfaro.htm



Roma 21 luglio 1950 ore 12,30. 


La giornata è piuttosto calda, del resto siamo in estate, l'onorevole Oscar Luigi Scalfaro si reca alla trattoria di via della Vita per il pranzo in compagnia di due colleghi di partito. 
Al tavolo accanto c'è una signora bruna, Edith Toussan, indossa un bolerino a fiorellini verdi e rossi indumento di gran moda in quegli anni, una sorta di "prendisole" che la signora non esita a togliere per il gran caldo lasciando le spalle parzialmente scoperte. 
Scalfaro sostenuto dai due colleghi non restiste a questa vista ed esclama "Non si vergogna?" e incalzando "Vestita così è una bestia". 
Si dice siano volati anche degli schiaffi, la signora comunque sporge querela. 
Come se non bastasse l'onorevole portò in parlamento una crociata contro le donne pubbliche: 
"Queste donne, a furia di esporsi senza alcun pudore, cessano di essere donne private per diventare donne pubbliche!".
Neanche il tempo di dirlo che si becca tre sfide a duello, dal padre e dal marito della signora, e la stessa signore Toussan lo sfida a duello non intendendo passare per una sorta di "malafemmina". 
Scoppiano le polemiche, una vera battaglia del "prendisole" che rasentano anche il ridicolo ma con Scalfaro che non intende accettare le sfide, dice che lui è cattolico e non può fare duelli. 
Il quotidiano L'Avanti! lo contesta con un articolo dal titolo "E' una gallina l'onorevole Scalfaro?". 
A questo punto Antonio de Curtis scrive una lettera all'onorevole Scalfaro che viene pubblicata proprio da L'Avanti! il 23 novembre del 1950.



Questo è l'articolo con la lettera di Totò:






Sul caso Scalfaro-Toussan(la faccenda delle spalle nude, per intenderci) sono intervenuti uomini politici, moralisti, bigotti e buontemponi. 
Oggi pubblichiamo la lettera aperta che l'attore Totò indirizza al deputato democristiano íl quale, dopo aver offeso pubblicamente la reputazione della donna, si è rifiutato di battersi col di lei genitore. In verità, ogni volta che si parla di duelli, siamo costretti a sorridere (come del resto ci divertirebbe un signore in cilindro); ma il parere, in materia cavalleresca,di Totò, che oltre ad essere un discendente di antica famiglia nobiliare è anche un uomo di talento e di cuore, ci sembra di particolare interesse. Riassume in un certo senso il giudizio che,sul gesuitismo imperante oggi in ltalia, danno le persone di buon senso. Qualunque siano le loro opiníoni di morale e di costume.
"Ho appreso dai giornali che Ella ha respinto la sfida a duello inviataLe dal padre della signora Toussan, in seguito agli incidenti a Lei noti. La motivazione del rifiuto di battersi da Lei adottata, cioè quella dei principi cristiani, ammetterà che è speciosa e non fondata: il sentimento Cristiano, prima di essere da Lei invocato, per sottrarsi ad un dovere che è un patrimonio comune di tutti i gentiluomini, avrebbe dovuto impedire, a Lei e a Suoi Amici di fare apprezzamenti in un pubblico locale sulla persona di una Signora rispettabilissima. Abusi del genere comportano l'obbligo di assumerne le conseguenze, specialmente per uomini responsabili, i quali hanno la discutibile prerogativa di essere segnalati all'attenzione pubblica, per ogni loro atto. Non si pretende da Lei, dopo il rifiuto di battersi, una maggiore sensibilità per ciò che è avvenuto, ma si ha il diritto di esigere che in incidenti del genere, le persone alle quali il sentimento della responsabilità morale e cavalleresca è ignoto, abbiano almeno il pudore di sottrarsi al giudizio degli uomini, ai quali questi sentimenti e il coraggio civile dicono ancora qualcosa."
Principe Antonio Focas Flavio Commeno de Curtis

4 commenti:

  1. e ci manca sì, Totò. Grazie per questa storia, di nicchia, ma meritevole di grandi attenzioni.

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  2. sul grande fratello delle facce c'è un gruppo al principe intitolato.
    la notizia l'ho scovata li.

    alle volte anche li si trovano cose interessanti :).

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  3. Bellissima lettera che condivido in pieno
    Forse se si firmava semplicemente Totò anzichè con questo spagnolesco "Principe Antonio Focas Flavio Commeno de Curtis" serebbe stato meglio

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  4. Grazie per essere passato di qui Evaristo.

    In merito alla firma, e perché sarebbe stato meglio?
    Si è solo firmato con il suo nome dopo tutto.

    Principe Antonio Focas Flavio Commeno de Curtis

    Certo, la sua nobiltà non gli deriva dal nome ma da come ha vissuto.
    E' al limite fra il mito e la leggenda il suo infilare soldi sotto alle porte delle povere case di chi viveva nel suo vecchio quartiere.

    Buona giornata.

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