Orgoglio Partenopeo

Loading...

giovedì 25 settembre 2008

Dovevo fare... 1

Oggi inauguriamo una nuova etichetta, o label.
Spesso amici e conoscenti mi dicono tu dovevi fare...

Sono parecchie le cose che avrei dovuto fare secondo gli altri, e mi sono fatto un elenco.
Ne pubblicherò qualcuna di tanto in tanto e poi vi aggiornerò sui nuovi "dovevi fare".


Il primo Dovevi fare è "Dovevi fare il giornalista".

Che poi perchè non lo posso fare? so Ccciovane e poi non ci sono scadenze mi pare...

Su Facebook


Quando mi sono aperto un blog, l'ho fatto per capire cosa fosse un blog, e cosa significasse essere un blogger e bloggare.
Per capire determinate cose secondo me ci si deve immergere in esse quando possibile (un chimico che studia concimi organici ad esempio ha dei limiti imposti :P ).

Vittorio Zambardino ha scritto un ottimo articolo su Facebook, andando al succo della questione.
Facebook fino a un paio di mesi fa non lo conosceva nessuno, fondato negli stati uniti esiste da 4 anni, oggi invece stà subendo in Italia un letterale boom.
Per molti Facebook è il cazzeggio fatto di test e giochi stupidi che ci si manda tra contatti.
In realtà Facebook è molto molto di più, è anche un opportunità.

Se volete leggerlo, l'articolo di Zambardino è disponibile quì.
Questa invece è la Home Page di Facebook.

Insolita guida a Napoli


Sempre tramite il Blog Napoli, grande scoperta, vengo a conoscenza di un modo molto originale di girare e vistare Napoli e tutto quello di straordinario che ha da offrire.
Insolitaguida.it è un progetto portato avanti dalla Dott.sa Luigia Salino, che si propone di far scoprire a tema alcuni angoli di Napoli.
Il prossimo tour in giro per i vicoli ha come tema la Napoli Mediavale "i sedili ed i loro cavalieri".

Interessante secondo me.
Sopra vi ho linkato l'articolo del blog Napoli ed il sito di insolitaguida.it, sul quale potrete trovare maggiori informazioni sulle varie iniziative in programma.


Buona passeggiata :)

mercoledì 24 settembre 2008

Critical Mass a Napoli

Apprendo da questo blog, che il 27 settembre a Napoli ci sarà un "non appuntamento" di critical mass.
Il primo non appuntamento in assoluto è avvenuto nel 1992 a S.Francisco.
Da allora in diverse parti del mondo la massa critica si è allargata.
Perchè non appuntamento? perchè tale movimento non ha una vera e propria organizzazione.

Il concetto principale è far ritrovare il maggior numero di persone in bici, raggiungendo un numero tale da diventare una massa critica per il traffico convenzionale, auto e scooter ma anche suv, e rendendo le città più godibili influenzando abitudini e comportamenti di cittadini ed amministrazioni.
Tutto in maniera molto semplice, facendo ritrovare "per caso" persone che devono percorrere tutte nello stesso momento lo stesso tratto di strada.

Il non movimento di Critical Mass è in continua crescita e credo sia un interessante opportunità per tutti noi.
Vediamo che succede a Napoli. Altrove è stato un gran successo.

Per maggior info su Critical Mass leggete quì.

Vi inserisco inoltre un intervista di Fabio Volo a Chris Carlsson inventore di Critical Mass.
Buona Visione :)


Puntata 152 di Non Rassegnata Stampa



Never give up!

"Nun te vuttà 'nterra ca nisciuno t'aiza"

[roquentin]

martedì 23 settembre 2008

Paura

Prendendo spunto da un post di roquentin:


DickLa paura può portare a commettere più errori dell'odio o dell'invidia. Se hai paura, non ti butterai mai completamente nelle braccia della vita.

La paura ti spinge sempre a frenarti in qualcosa.

Philip K. Dick


sabato 20 settembre 2008

Certe volte...

Certe volte fa male.
Ti fa male l'anima, come fosse qualcosa di materiale.
Però tu non lasciarti andare, non lo fare.
Tu sei più forte di questo.
Non lasciarti andare!

Quando ne avrai bisogno la mia spalla sarà sempre lì per te.
Ricorda..."Non fa paura la notte"


[Un Amico che ti vuole un sacco bene]

In bocca al Lupo a Krallo

Un sincero in bocca al lupo a Krallo per la sua nuova avventura.
E' partita la conquista di Stoccolma :)

Rileggetevi il suo blog .
La sua esperienza è la dimostrazione che il merito, la caparbietà e l'ostinazione insieme ad un impegno costante pagano!


Buon tutto a Krallo!

lunedì 15 settembre 2008

Quello che dicono di noi...

Leggendo un post di Pallotron, ho scoperto grazie ad un post da lui riportato, il blog "Che dicono di noi...cosa ne pensano all'estero?".

Questo articolo è scandalosamente realistico.
In questi giorni preparo Storia Contemporanea.
Più rileggo e più mi rendo conto che da 30 anni a questa parte non cambia niente.

La legge sull'aborto riceve ancora attacchi dopo 30 anni! (approvata nel 1978 e nota come 194).
Comunistisocialistifancazzisti e volti noti vari sono sempre lì in parlamento a fare sempre le stesse porcate.
Dopo la morte di Falcone e Borsellino tutto è tornato alla "normalità".

Rileggere 50 anni di storia della Repubblica è come leggere un quotidiano...si ripetono gli stessi fatti, si discutono cose già discusse e acquisite o presunte tali...

Siamo fermi a 30,40, 50 anni fa in Italia??????

Vi invito a leggere questo articolo ed a commentare:

Die Zeit, 17.7.08
Il Pase che purtroppo amo.

Mai è stato più difficile di adesso amare l’Italia. Comunque sia l’autrice non potrebbe vivere altrove. Storia di una confusione di sentimenti.
[articolo originale di Petra Reski qui]

In quell’estate in cui mi innamorai di quell’Italiano, si raccontava sulle spiagge italiane delle frodi di Bettino Craxi e io pensavo: strano paese, dove anche i bagnini sanno che il capo del partito socialista ruba! Era l’estate del 1989, e io stavo sdraiata sul lettino ad ascoltare il bagnino, che imperturbabile ragionava dei metodi illegali dei socialisti e democristiani di finanziamento al partito, di abuso di potere, di corruzione, di implicazioni con la mafia e complotti di morte, il tutto mentre organizzava il torneo di bocce.

Sempre lo stesso anno andai per la prima volta come giornalista in Sicilia. Là conobbi il poliziotto che aveva scoperto la Pizza-Connection, il commercio di eroina tra la Sicilia ed il nord America. Era scortato da due guardie del corpo e guidava una limousine blindata e mi ricordo ancora cosa pensai: che paese originale! dove i poliziotti devono essere scortati!

Il ministero degli interni gli aveva intimato di lasciare la Sicilia perchè la sua incolumità non poteva essere più garantita. Al suo rifiuto fu trasferito d’ufficio a Palermo. Lo trovai bizzarro, che in Italia si penalizzasse un poliziotto che aveva raggiunto dei successi e pensai che questo sarebbe appartenuto presto al passato. Dopotutto eravamo, in quell’estate dell’89, spaventosamente fiduciosi nel futuro: soffiava un vento positivo, un incitamento a mettersi in marcia, finalmente si sentiva che il mondo si muoveva. All’est si sbriciolava il cemento e i giornalisti erano convinti che anche in Italia stessero vacillando le fondamenta sui cui la mafia, i democristiani e i socialisti corrotti avevano basato il loro sistema di potere.

Forza Italia! Mi dissi io. L’italiano al mio fianco rimase però scettico.

Solo due anni più tardi mi sono arresa alla tedesca nostalgia dell’Italia e mi sono trasferita dall’italiano al mio fianco, nel paese del Viaggio in Italia “in cui tutti a modo loro non lavorano, non solo per vivere, ma per godere e che vogliono essere felici di vivere anche sul lavoro”, nel paese dell’anticiclone delle Azzorre e degli intrepidi pubblici ministero. A Milano era stato appena scoperto uno scandalo per corruzione per cui in televisione le trasmissioni più seguite erano diventati i collegamenti dal Palazzo di Giustizia di Milano. E a Palermo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano riusciti per la prima volta nella storia della giustizia italiana di portate a conclusione, attraverso tutti e tre gli stadi del giudizio, un processo contro la Mafia, senza che la Mafia riuscisse ad intervenire per “rimettere tutto al suo posto”. E anche dopo la morte di tutti e due i PM non c’era comunque alcun dubbio che l’Italia non si trovasse sul punto di svolta morale e non volesse più stare al gioco della Mafia e di una classe politica corrotta: nel 1993 fu citato in giudizio Giulio Andreotti, 7 volte presidente del consiglio, per concorso in associazione mafiosa (appoggio alla mafia).

La storia gridava: avanti! Pensavo. Solo l’italiano al mio fianco restava scettico. Qui regna la chiesa cattolica da 2000 anni, diceva lui, abbiamo il Papa in casa nostra! Non dimenticare che il cattolicesimo non è più religione di stato solo dal 1984! La mafia e la chiesa non permetteranno mai che in Italia cambi qualcosa! Non siamo in Germania qui! non essere ingenua!

Io ritenevo ancora la chiesa un affare privato e la mafia un fenomeno artificiale creato dagli uomini. Come tale ha avuto un inizio così come avrà una fine, aveva detto Giovanni Falcone, e perché non sarebbe dovuto essere così anche per le altre cose in Italia? Ho cominciato a farmi prendere dai dubbi quando la critica sul cosiddetto “terrore morale” dei giudici crebbe sempre di più. Niente è più proibito in Italia come il giustizialismo: non siamo tutti in qualche modo peccatori davanti a Dio? Gli italiani smisero di lanciare monetine ai politici. E votarono Berlusconi. Colui che salì al potere portava scarpe con i tacchi alti, aveva fondato un partito casareccio e si faceva riprendere da telecamere coperte da collant per apparire con un aspetto più fresco e giovanile. I redattori tedeschi mi chiamarono preoccupati e chiesero cosa stava succedendo all’Italia. Citai in risposta, il giornalista italiano Indro Montanelli: “per immunizzarsi contro Berlusconi, gli italiani devono solo eleggerlo una volta”. Non avremmo potuto immaginare che gli italiani fino ad adesso si facessero vaccinare tre volte senza successo. Berlusconi dev’essere più o meno come il virus Ebola, disse lo scrittore Roberto Alajmo.

Dopo la seconda elezione di Berlusconi lo sconcerto si era già ridotto, alla terza nessuno dei miei colleghi tedeschi mi ha chiesto qualcosa. Berlusconi era diventato come un reumatismo cronico, qualcosa come la mafia, di cui in Germania non si riesce a capire come non se ne possa venire a capo. I colleghi tedeschi cominciarono a scrivere i necrologi per l’Italia, paese che già Pasolini aveva compianto: “io purtroppo ho amato gli italiani: non solo per le forme del potere (e quindi anche per l’opposizione titubante), ma soprattutto per costumi popolari e organizzazioni umanitarie. È stato un vero e proprio amore radicato nella mia esistenza. Ho sentito quindi con tutti i miei sensi come i comportamenti forzati del consumismo hanno trasformato, plasmato e irrimediabilmente ridotto le qualità del popolo italiano”.

Per i corrispondenti esteri la rielezione di Berlusconi è stato un colpo di fortuna, perché sotto il governo Prodi era ancora più difficile spiegare cosa non andasse in Italia. Prodi non era Berlusconi e questo portò in Germania alla conclusione “ la destra è cattiva e la sinistra è buona”. In questo schema però non si confà che persino il capo del partito comunista Massimo D’Alema collabori con Berlusconi e contribuisca praticamente ad abolire la legge sui teste principali della Mafia. Ancora più difficile è spiegare come il ministro della giustizia sotto il governo Prodi, Clemente Mastella, si sia adoperato personalmente perché venissero rimossi i pubblici ministero che dovessero indagare sui politici italiani. Al PM calabrese Luigi De Magistris fu tolto il caso perché si era permesso di indagare per appropriazione indebita di fondi comunitari, non solo amici diretti del ministro, ma anche addirittura lo stesso Prodi, che al momento ricopriva il ruolo di presidente della commissione europea. Poco dopo il ministro della giustizia Mastella dovette dimettersi perché accusato di abuso di potere e minacce e portò alla caduta del governo Prodi.

Ma perché è sempre così in Italia? Chiedono i miei amici tedeschi, sogghignando (cosa che mi fa imbestialire), riferendosi alla formazione del 62esimo governo dalla fine della seconda guerra mondiale. Perché, diversamente da quel che si pensa in Germania, i 62 governi non sono per niente espressione della voluttuosità mediterranea, bensì un rituale per la casta politica al potere da 60 anni. Nella politica italiana non c’è un volto nuovo da 30 anni. Chi ce l’ha fatta ad entrare in parlamento, resta attaccato alla poltrona fino alla morte e Andreotti non morirà mai. Qui si riesce a far passare un uomo come il democratico di sinistra Walter Veltroni, che dagli anni 70 pratica la vita politica, come un volto nuovo. Perché in effetti lo è, un Newcomer, in confronto con il quasi 90enne Andreotti.

Berlusconi ha ripreso il suo ruolo di pazzo sorridente, che governa un paese deriso, del quale alla fine all’estero interessa sapere solo dove sono le spiagge più belle, gli hotel più economici o il ristorante migliore. Perché dietro all’opera buffa si nasconde un paese impaurito ed indurito. Un paese da cui sono passati negli anni tutti i progressi culturali e scientifici, un paese che è governato da un cinico, accusato di frode fiscale, falso in bilancio, concorso in associazione mafiosa, corruzione di giudici, complicità in attentati- accuse che si sono concluse con assoluzioni, archiviazioni, a volte andate in prescrizione, assoluzioni per mancanza di prove o condanne salvate da successive amnistie. A questo cinico è riuscito da tempo anche imbrigliare l’opposizione di sinistra tanto che questa si mostra all’esterno battagliera come ai tempi della seconda rivoluzione industriale ma internamente è distrutta da crisi tanto da guadagnarsi il disprezzo degli elettori almeno quanto Berlusconi.

Anch’io scrivo volentieri delle gaffe di Berlusconi. È divertente scrivere che ha nominato ministro delle pari opportunità una modella di nudo, così come spiegare come la sua coalizione di governo abbia proposto come primo provvedimento la restrizione delle intercettazioni telefoniche. Non si deve essere ascoltati quando di è sospettati di aver reso falsa testimonianza davanti a un magistrato. O quando si è sospettati di far parte di un’associazione criminale. Giornalisti che dovessero citare testi tratti dalle intercettazioni rischierebbero fino a tre anni di carcere. L’opposizione dice: niente. O comunque niente d’importante. E perché. I crimini, di cui si parla, sono i crimini dell’establishment. Di cui anche i politici della sinistra democratica fanno parte. Anche la prima proposta di legge del caduto governo Prodi riguardava la restrizione delle intercettazioni telefoniche. Solo che la legge non era mai promulgata.

È più divertente scrivere del reimpianto di capelli di Berlusconi che di come la camorra gestisce la spazzatura di Napoli o di come fa l’andrangheta calabrese ad avere un giro d’affari di 44 miliardi di euro l’anno, pari al 3% del PIL italiano. O del fatto che a Napoli una pattuglia della polizia è intervenuta nel reparto ginecologico di un ospedale per impedire un’interruzione di gravidanza- perché la chiesa cattolica conduce in questi giorni una vera e propria crociata contro l’attuale legge sull’aborto. O di quanto spazio abbia dato il quotidiano liberale di sinistra La Repubblica ai cardinali e alle loro nebulose argomentazioni per la “protezione della vita”.

Pure i fratellini spagnoli ora danno consigli.

Nel frattempo l’italiano al mio fianco deve non deve solo subire l’onta di essere sconfitto nel calcio dai poveri, piccoli fratelli spagnoli ma anche che il presidente spagnolo Zapatero si metta a dar consigli, dalle pagine del quotidiano La Repubblica, su come l’Italia potrebbe recuperare la sua arretratezza. Gli italiani guardano alla Spagna pieni di invidia, non solo per l’alto livello del PIL ma anche perché chiaramente gli spagnoli fanno tutto meglio. Zapatero ha più volte ripreso la sua battaglia contro la chiesa, una battaglia che Italia è considerata persa da sempre. Mentre Zapatero è riuscito a far approvare le unioni tra omosessuali e propone di rimuovere i simboli religiosi come la croce da tutti gli edifici pubblici, i politici italiani fanno la coda per poter baciare la mano al Papa.

I miei colleghi tedeschi mi chiedono: come può essere che in Italia gli unici personaggi dell’opposizione da prendere sul serio siano un comico, un filosofo, un giornalista e un ex- magistrato? E io dico. L’italia è il paese nel cui parlamento siedono 70 pregiudicati. E anche un paese però dove milioni di italiani poi scendono per le strade per manifestare contro la presenza di questi pregiudicati nel palazzo del potere.

Dal momento che sento che in questo momento storico non sono ci sono parole che possano descrivere i fatti, preferisco bilanciare. Anche perché io, a differenza dei miei colleghi di Feuilleton, non mi sono limitata a raccontare il drammatico rapporto di odio-amore tra la Germania e l’Italia, ma io l’Italiano al mio fianco l’ho sposato. 19 anni di turbolenta vita matrimoniale.


domenica 14 settembre 2008

E mo chi è questo Vettel?

E mo questo da dove esce?
21 anni, macchina Italiana motorizzata Ferrari (Toro Rosso ex Minardi) piglia un giorno...e vince il GP di Monza?
Ma è un grande!
In realtà non è proprio così, però l'esordio sul podio è pesante.
E poi...originario di Kerpen, nato e cresciuto sui kart...ha tutte le carte in regola per ereditare le sfide di un certo Michael Shumacher che ha le stesse origini e ha avuto la stessa crescita agonistica, sempre a Kerpen e sempre sui Kart.

La gara di Spa la scorsa settimana e Sebastian Vettel oggi mi hanno fatto risentire un pò di emozione.
La Formula Uno da un pò di anni, per i Ferraristi senza Schumacer poi, è stata un pò apatica nonostante gli ascolti e la pubblicità dei nuovi "entusiasmanti" circuiti tipo il cesso di Valencia (bello come idea ma noioso per tanti aspetti) non è stata stò granchè.
Mancherà pure l'entusiasmo che avevo qualche anno fa però di fatto è diventata una palla.

La vittoria di Vettel mi accende una scintilla per il futuro.
Staremo a vedere :)

Complimenti a questo ragazzo comunque, che a differenza del suo connazionale già parla Italiano ed è molto più simpatico (su Schumy hanno dovuto lavorare anni e anni per strappargli due parole e un mezzo sorriso ogni tanto :P ).

Spero che arrivi presto in Ferrari perchè Massa e Raikkonen mi piacciono e vanno forte, però a volte mancano di brio e di pazzia, cosa comune a Schumacher a quell'incosciente di Hamilton e a questo Vettel!


venerdì 12 settembre 2008

giovedì 11 settembre 2008

Le solite cose

Stamattina ho visto in tv, nell' ambito di RaiNews 24, un dibattito politico moderato da Corradino Mineo. Nicoletta rocchi

Ospiti in studio una rappresentante dei "giovani" (torna sempre la parola cciovani), di cui chiedo perdono ma mi sfugge il nome,
Nicoletta Rocchi CGL, e (rullo di tamburi).........

Paolo Cirino Pomicino.

Si è discusso di tante cose.
I Giovani, la defiscalizzazione e quindi della pressione fiscale troooppo elevata, del debito pubblico che avanza, "quando l'Italia storicamente è sempre stato un paese di risparmiatori, di famiglie, oggi si trova con un debito pubblico che da 15 anni è oltre il 100%" eh bravo Pomicino!
Ricordiamo "che l'Italia è in Europa grazie al sacrificio delle famiglie" bbbbravo Pollicino con 4 b!
"bisognerebbe smetterla di tassare le persone e le imprese ma di tassare le cose" eh ri- bravo Pomicino!

La sindacalistessa diceva "che il sindacato sulla riforma della scuola dirà la sua".
La rappresentante di confindustria pure diceva la sua....

Insomma le solite cose!

DUE COGLIONI!!!!!!!!!!!!!!tutti e tre.


Però almeno pomicino ha un altro stile. si vede la vecchia scuola!
Vorrei pure scrivere una morale al post, ma potete ricavarla facilmente da soli. CHE PALLE!!!


comunicazione di servizio:
la scheda madre del mio pc fa le false partenze aka stà sfanculando aka sono sostanzialmente senza computer.
Non vuol dire che sparisco (basta che parte la mattina poi non lo spengo più) però nel caso, non vi spaventate se non mi vedete. (vabbè ma tanto chi se ne accorge)

Buona Giornata!

p.s. se qualcuno ha voglia di farmi un regalo dopo aver incassato una ricca vincita al Super Enalotto e\o equipollenti, gradirei ricevere questo portatile: Hp Pavilion dv5-1013EL
O in alternativa va bene pure un premio in denaro che vi tolgo anche il disturbo di andarlo a comprare :D

martedì 9 settembre 2008

La saggezza di Jobbe

Tutti saggi ultimamente...bene così dai. meglio avere tanta gente savia intorno piuttosto che stupidi!

Leggevo l'ultimo post di Jobbe l'Australiano, e mi è venuto da citare questo pezzetto.
Il blog è molto bello per chi è disposto a leggerlo nel modo giusto.
Il pezzo che voglio citare è questo:

"perché non capita tutti i giorni in Italia di poter intraprendere un dialogo con persone provenienti da ogni parte del mondo spesso arrivate fino a qui con un obiettivo comune, cercare quel qualcosa che probabilmente nessuno di noi sa di cosa si stia trattando ma che allevi la nostra irrequietezza di spirito, la nostra voglia di non sentir sciupati i nostri anni migliori…. come si dice in questi casi.. cogli l’attimo!!"

[Jobbe]

giovedì 4 settembre 2008

La saggezza di Roberta

"il pezzo di carta non fa la testa di una persona"

[Rob 110 e lode]

mercoledì 3 settembre 2008

A passo di Gambero e politica interna Italianica

In un suo libro, a passo di Gambero, Umberto Eco racconta i paradossi del progresso che essendosi spinto troppo in avanti adesso stà tornando indietro a passo di gambero appunto.

Oggi di sfuggita al telegiornale ho appreso due notizie proprio a passo di gambero.
Alitalia andrà in mano ad una cordata Italiana guidata da Roberto Collanino...o era Col anino...o Incollaninno....boh comunque quello lì.
Colaninno guiderà la corda che vuole rilevare Alitalia per un Miliardino di Euri........ma a stò punto non era meglio l'offerta di Air France da Due Miliardi e mezzo?????
Passo di gambero!

L'altro passo di gambero è la trovata della ministra Gelmini per l'istruzione (anzi distruzione).
Infatti una grande novità sarà introdotta nelle scuole elementari.
L'insegnante unico! grossa novità.
Ma il maestro unico non era già il sistema tradizionale cambiato poi con i moduli????
Passo di gambero. e già perchè l'alternanza politica e il cambio di seggiole non vuol dire lavorare per migliorare ma lavorare alla cazzo di cane andando avanti e indietro per strade già battute.


L'Italia va a passo di gambero più del resto del mondo...Amen! che ci potiamo fare noi???

lunedì 1 settembre 2008

Seneca...

continua ad aver ragione quando dice:

"Per aspera ad astra
"


Parecchie asperità si intravedono...e l'anno nuovo è cominciato solo da un giorno!

Le sfide del futuro

Un pensiero che si ricollega al discorso "fuga di cervelli" affrontato superficialmente nel post precedente.

"Portate la vostra intelligenza fuori, andate nel mondo, conoscetelo e poi riportatela quì."